Written by Carlo Incarbone   

Soldi e paghette…

finiscono nell'etere

lettera a: La STAMPA (pubblicata il 2-Set-99)

in realtà era stata inviata prima delle ferie:
il ritardo nella pubblicazione ha sicuramente
scongiurato eventuali danni a Mamma Telecom, giusto?

illustrissimi:

ho tentato ripetutamente di spiegare a mia figlia quanto 'evanescente' sia il consumismo di tipo 'telefonico'… ma è stato inutile: lei ed il suo ragazzo, la prima giornata da 'separati' (causa ferie delle rispettive famiglie) l'hanno passata praticamente al telefono… facendo sparire nell'etere le 'paghette' di un paio di mesi almeno (il conto esatto lo faremo quando ci arriverà la bolletta con relativa documentazione del traffico).

Scrivo quindi la presente nella speranza che qualcun altro capisca invece il concetto: a differenza infatti di certi 'consumismi' tradizionali (tipicamente rappresentati dall'acquisto di beni non indispensabili, ma tuttavia relativamente duraturi) la 'telefonata', tanto pubblicizzata da oramai una vera e propria schiera di 'gestori' in libera concorrenza, è una cosa assolutamente impalpabile, evanescente, destinata a svanire nel nulla appena terminata.
Ora, non dico che si debba smettere di dare un saluto ai propri cari lontani, per carità: si tratta di evitare certi abusi che, guarda caso, fanno invece ingrassare i gestori di cui sopra.

Non per nulla, un paio di mesi fa, durante una puntata di Moby Dick dedicata all'inquinamento elettromagnetico, si è detto tutto e di tutti, s'è fatta la solita demonizzazione della tecnologia, ma quando ad un certo punto un personaggio Telecom ha giustamente osservato che il proliferare di antenne è diretta conseguenza della 'domanda'… nessuno ha azzardato osservare che se la gente usasse i telefonini solo per brevi ed essenziali comunicazioni ci sarebbe bisogno di un decimo delle antenne attualmente installate, giusto?

E invece no: tutti a 'telefoninare' per ore, magari stregati dal volto della biondina (incredibile trovata pubblicitaria) con l'abbronzatura che rivela l'ombra del cellulare perennemente attaccato all'orecchio.


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